Alla Fiera di Bologna abbiamo incontrato Antonio Sellerio e Antonio Manzini: dalla loro intervista nasce il racconto della “Memoria dei ragazzi”, la nuova collana Sellerio pensata per i lettori più giovani.
Una nuova avventura editoriale. Alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, abbiamo intervistato Antonio Sellerio e Antonio Manzini, protagonisti del debutto Sellerio nella letteratura per ragazzi con la neonata collana La memoria dei ragazzi. Un nome che evoca subito un’eredità importante: quella della storica collana La memoria, simbolo della casa editrice palermitana. Ma questa volta lo sguardo si sposta verso lettori giovani, e l’ambizione è chiara: costruire oggi i lettori di domani, con storie capaci di lasciare un’impronta.
Un’idea che nasce da lontano

Max e Nigel: indagini, goffaggini e libertà
«C’era già un faldone in archivio intitolato La memoria dei ragazzi, risalente agli anni Ottanta», racconta Antonio Sellerio durante l’intervista. «L’idea riaffiorava ogni tanto, come un fiume carsico, ma veniva sempre sommersa da altre urgenze editoriali». A riportarla in superficie, sorprendentemente, è stato proprio Antonio Manzini, che dopo anni di noir, poliziotti cinici e mondi adulti, ha scritto Max e Nigel, il suo primo romanzo pensato per un pubblico giovane. Una storia che ha restituito a Sellerio la spinta definitiva per far partire la collana.
«All’inizio c’era solo Max», ha spiegato Manzini. «Appunti per un diario, con l’idea di raccontare un ragazzo di undici anni come quelli che eravamo noi: senza social, senza adulti che risolvono tutto, capaci di sbagliare, cadere e rialzarsi da soli». Il risultato è un romanzo lieve e arguto, in cui Max e Nigel – due investigatori in erba goffi, brillanti e pieni di contraddizioni – vivono avventure dal sapore classico, tra misteri da risolvere e primi turbamenti adolescenziali. Una scrittura che non si limita a parlare ai ragazzi, ma cerca un contatto autentico con loro, con rispetto e ironia.


I padrini della collana? Manzini e… Camilleri
La collana La memoria dei ragazzi si inaugura con due titoli simbolici. Oltre al romanzo di Manzini, in uscita il 1° aprile, Sellerio pubblicherà una raccolta di racconti di Montalbano, Guardie e ladri. Dieci avventure del commissario Montalbano, in uscita l’8 sempre di aprile, selezionati per un pubblico dagli 11 anni in su. È un modo per far conoscere Andrea Camilleri – di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita – anche ai lettori più giovani. «È un inizio che ci emoziona. E ci emoziona soprattutto il pubblico a cui ci rivolgiamo: diverso, nuovo, misterioso. Per questo ci muoviamo in punta di piedi, ma con tanta curiosità», racconta ancora Antonio Sellerio.
Le linee guida della collana: genere e serialità
La strategia di La memoria dei ragazzi è chiara: puntare su elementi da sempre cari alla casa editrice. Primo fra tutti, il giallo, che funziona anche tra i più giovani grazie alla suspense e alla struttura narrativa forte. Poi la serialità, già esplorata da Sellerio con coraggio negli anni Novanta e oggi riproposta in chiave junior. «All’inizio lavoreremo con autori italiani, per costruire insieme un percorso», spiega Sellerio. Ma non mancheranno in futuro anche autori stranieri, debutti e voci già note della narrativa per ragazzi.
Il valore affettivo di una nuova sfida
Non è solo una scelta editoriale, ma una sfida affettiva, quasi pedagogica. «Un editore è un po’ un genitore», si legge nella presentazione della collana, «ogni libro è un figlio. E come i genitori migliori, ci auguriamo che questi figli portino a casa compagni divertenti e stimolanti». Con questo spirito, Sellerio entra nel mondo della letteratura per ragazzi, consapevole che oggi la competizione narrativa non è più soltanto con altri libri, ma con videogiochi e smartphone. «Per questo dobbiamo ringraziare chi ha reso possibile che esistano ancora giovani lettori: insegnanti, librai, bibliotecari».
Un ponte tra generazioni
L’intento della La memoria dei ragazzi è anche quello di creare un ponte tra preadolescenza e età adulta, proprio come accadeva con le letture che ci accompagnavano da piccoli. Dai romanzi di formazione ai gialli più leggeri, la nuova collana si propone di accendere l’immaginazione, alimentare il gusto per la lettura e far germogliare quella memoria affettiva che resta anche da adulti.
Il futuro di Max e Nigel? Nelle mani dei lettori
L’intervista si conclude con un auspicio e una promessa. «Max e Nigel non l’hanno finita qui», dichiara con un sorriso Manzini, lasciando intendere che la serie potrebbe proseguire. Ma l’autore è chiaro: «Se piacerà al pubblico, se i lettori lo vorranno, ci sarà un seguito. Altrimenti me lo scrivo per me». E noi – da lettrici e lettori, piccoli o grandi – non possiamo che raccogliere la sfida.
